La Loba e il canto alle ossa

pubblicato da Sara il 25 gennaio 2012 | Ancora nessun commento
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“L’unica occupazione della Lupa è la raccolta della ossa. Notoriamente raccoglie e conserva in particolare quelle che corrono il pericolo di essere perdute nel mondo. La sua caverna è piena di ossa delle più varie creature del deserto [...]ma si dice che la sua specialità siano i lupi. [...] e quando ha riunito un intero scheletro, quando l’ultimo osso è al suo posto e la bella scultura bianca della creatura sta davanti a lei, allora siede accanto al fuoco e pensa a quale canzone cantare.
E quando è sicura, si leva sulla creatura, solleva su di lei le braccia, e prende a cantare. [...] La Lupa canta ancora, e quasi tutte le creature tornano in vita, con la coda ispida e forte che si rizza. E La Loba canta e il lupo comincia a respirare.
E ancora la Loba canta così profondamente che il fondo del deserto si scuote, e mentre lei canta il lupo apre gli occhi, balza in piedi e corre giù per il canyon.
In un momento della corsa, [...] perchè un raggio di sole o di luna lo colpisce alla schiena, il lupo d’un tratto è trasformato in una donna che ride e corre libera verso l’orizzonte” C.P.Estés Donne che corrono coi lupi
Laboratorio fiaba“L’unica occupazione della Lupa è la raccolta della ossa. Notoriamente raccoglie e conserva in particolare quelle che corrono il pericolo di essere perdute nel mondo. La sua caverna è piena di ossa delle più varie creature del deserto [...]ma si dice che la sua specialità siano i lupi. [...] e quando ha riunito un intero scheletro, quando l’ultimo osso è al suo posto e la bella scultura bianca della creatura sta davanti a lei, allora siede accanto al fuoco e pensa a quale canzone cantare.
E quando è sicura, si leva sulla creatura, solleva su di lei le braccia, e prende a cantare. [...] La Lupa canta ancora, e quasi tutte le creature tornano in vita, con la coda ispida e forte che si rizza. E La Loba canta e il lupo comincia a respirare. Continua a leggere questo articolo…

Menopausa e Training Autogeno: si possono alleviare i sintomi?

pubblicato da Sara il 20 gennaio 2012 | Ancora nessun commento
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L’arrivo della menopausa consiste in un radicale cambiamento della situazione ormonale nel corpo della donna.  E’ un  evento fisiologico, esattamente come la pubertà e corrisponde alla fine del periodo fertile della donna.

Nel periodo che precede e segue la menopausa (climaterio) si manifestano dei sintomi: alcuni clamorosi come l’alterazione dei ritmo mestruale e altri più sottili e soggettivi nell’intensità come:

  • variazione del tono dell’umore,
  • del ritmo del sonno e del metabolismo,
  • alterazioni improvvise della temperatura corporea (vampate di calore),
  • stanchezza
  • difficoltà a memorizzare e di concentrazione

Chi l’ha fatto dice che…

pubblicato da Sara il 19 ottobre 2011 | Ancora nessun commento
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sedie A distanza di tempo, per qualcuno mesi per altri anni, ho chiesto ad alcuni ex corsisti del Training Autogeno cosa pensassero del metodo appreso. Ecco cosa mi hanno risposto.

D.P. 40 anni:

Ho frequentato il corso di gruppo di TA dopo aver letto qualcosa su internet e dopo aver approfondito la conoscenza tramite un colloquio con Sara. L’obiettivo era di acquisire uno strumento in più per gestire alcune piccole – grandi difficoltà della vita di tutti i giorni. In particolare uno strumento che mi permettesse di riordinare pensieri che affollano la mente e spesso non permettono di agire in maniera più consapevole, soprattutto, per quanto mi riguarda, con una difficoltà nel dare le giuste priorità con inutili “dispendi di energia”. Continua a leggere questo articolo…

Il perché e il percome dei sintomi

pubblicato da Sara il 05 ottobre 2011 | Ancora nessun commento
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PICT5689Ieri sera, durante un incontro di Training Autogeno, una ragazza del gruppo mi ha chiesto se per eliminare gli attacchi di panico è meglio andare alla ricerca delle cause e lavorare su quelle oppure utilizzare un metodo di distrazione e distensione come il Training Autogeno.

Alcuni membri di questo gruppo soffrono di attacchi di ansia, panico e di rabbia, la maggior parte di questi ha già svolto un percorso terapeutico personale, a qualcuno sono stati dati dei farmaci, altri hanno fatto una psicoterapia, sono quindi esperti sia di reazioni emotive improvvise e invalidanti sia di metodi chimici o verbali per superarli al meglio.
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Ridare fiducia alle mamme.

pubblicato da Sara il 24 maggio 2011 | Ancora nessun commento
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azaleaE’ importante che ogni donna in gravidanza abbia fiducia in se stessa e nella vita che sta crescendo dentro di lei.
E’ importante che si informi in modo consapevole di ciò che sta avvenendo con le fonti di informazione che più si avvicinano al suo stile di vita; può scegliere se essere seguita da un medico ginecologo o da una ostetrica.
Le gravidanze, nella maggior parte dei casi, sono processi fisiologici sani che non necessitano di interventi di tipo medico troppo invasivi.
Le coppie possono decidere molto in merito alla gravidanza e al parto, loro assieme ai loro bambini sono protagonisti dell’avventura in corso.
E’ importante tenere presente che ogni piccolo intervento esterno può essere la causa di successivi interventi così da modificare il processo fisiologico in corso.
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Biofonia: partorire cantando

pubblicato da Sara il 24 maggio 2011 | Ancora nessun commento
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glicine 3BIOFONIA: PARTORIRE CANTANDO

Venerdì 17 giugno alle ore 19,30

A Rivoli (TO) in Via G.Sereno, 3

Incontro dedicato alle coppie in attesa per sperimentare il canto come accompagnamento della gravidanza e come utile strumento nell’avanzamento del travaglio e del parto. Sono benvenute le mamme accompagnate da chi sarà con loro al momento del travaglio e del parto: mariti, compagni\e, amiche, mamme delle mamme, doule, sorelle…

COS’E’ LA BIOFONIA?

La Biofonia è un metodo di canto vibrazionale dell’India del Nord

Non occorre saper cantare perché si fanno vocalizzi di semplici sillabe.

La Biofonia è uno strumento dolce e straordinario per accompagnare tutta la gravidanza, il travaglio e il parto.

Se la coppia decide cantare insieme nella gestazione, si ritroverà ad abbassare sensibilmente il livello di agitazione e stress quotidiano, entrare in maggiore contatto con il nascituro e iniziare a sperimentare la dimensione a tre. La forza della pratica svolta insieme consentirà uno speciale sostegno e unione sia a casa nella piacevole attesa, sia nel  travaglio che nel parto.
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La meditazione batte i farmaci analgesici.

pubblicato da Sara il 13 aprile 2011 | 2 commenti
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Questo articolo tratto dal sito opsonline è molto interessante. Spiega il processo attraverso il quale la meditazione, il rilassamento e le tecniche che portano all’attenzione passiva come il Training Autogeno hanno grande valenza nel controllo del dolore. Chi di voi conosce queste tecniche è in grado di confermare che è davvero così, oltre ai numerosi altri benefici della pratica quotidiana. Attendo i vostri commenti a fondo pagina.

Altro che analgesici: quando il dolore è troppo forte basta un’ora di meditazione. La capacità di concentrare la propria mente e liberarla dai pensieri negativi, infatti, avrebbe il potere di ridurre l’intensità del dolore fino al 40%. Non solo, abbasserebbe del 57% anche quella sensazione spiacevole che segue la sofferenza. Queste “certezze” sono il punto d’arrivo di uno studio, pubblicato sul Journal of Neuroscience, secondo il quale lo zen batte i farmaci perché è in grado di influenzare l’attività delle aree cerebrali che controllano lo stimolo doloroso, regolandone il grado di intensità. In altre parole, dicono i ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center di Winston-Salem (Usa), la meditazione ha il potere di “assopire” la corteccia somatosensoriale e di “svegliare” il cingolo anteriore, l’insula anteriore e la corteccia fronto-orbitale. Questa azione “combinata” sulle aree che governano la percezione del dolore ha un potere analgesico.
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Meditazioni, visualizzazioni, sogni guidati.

pubblicato da Sara il 14 febbraio 2011 | 4 commenti
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deserto des agriates

Le immagini mentali sono vere e proprie forze dinamiche. Attraverso le immagini che i nostri occhi percepiscono e che il cervello rielabora si costruisce la realtà. Tutti gli organi di senso collaborano a creare l’immagine mentale, il cervello predispone il corpo nel modo adeguato al contesto percepito, sia a livello muscolare sia emotivo.

Quando stiamo per iniziare una corsa il cervello predispone l’apparato cardiaco, respiratorio, muscolare e tutto il resto del corpo per essere pronto ad iniziare e dare la migliore prestazione fisica. Questo avviene anche quando ci troviamo ad iniziare una lettura,  il nostro cervello predispone l’attenzione maggiormente alle funzioni cognitive e mnemoniche.

C’è poi una variabile interessante da tenere in considerazione: la nostra mente non sa distinguere tra la realtà e la fantasia, semplicemente reagisce allo stimolo che arriva da fuori e predispone il corpo in modo adeguato. Un esempio: Quando guardiamo un film horror sappiamo bene che è tutta finzione, vittime e carnefici sono attori, il sangue è pomodoro e gli arti che saltano sono di plastica…..ma il senso di paura e agitazione che insorge in noi è reale, talvolta resta anche dopo la fine del film.

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“Il Rosa è per Tutti” un libro di Paola Felici

pubblicato da Sara il 28 novembre 2010 | 2 commenti
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Il_Rosa_per_Tutti_FeliciL’immagine accanto riproduce la copertina del libro di cui vorrei parlare. Rientra nella categoria libri ma è molto di più. Un piccolo manuale rosa che inizia con una frase “di che colore vedi la tua vita grigia, nera o rosa” , quindi la prima associazione da fare al rosa non si riferisce alla femminilità, bensì alla vibrazione cromatica che desideriamo associare alla nostra esperienza di vita futura, indipendentemente da come la viviamo in questo momento.

Paola Felici, autrice del libro, propone le Soluzioni Incantate per aiutarci ad allineare la nostra attenzione verso la realizzazione di una vita serena e appagante.
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Autoguarigioni e miracoli.

pubblicato da Sara il 16 novembre 2010 | 2 commenti
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JumpingL’articolo di  Raniero Matonti pubblicato da Neuroscienze.net che propongo sotto in versione integrale, descrive in modo preciso ed efficace come il cervello sia in grado di generare autonomamente delle risposte creative atte ad attivare il processo di autoguarigione.  Il tema dell’autoguarigione è delicato, Chiesa e Scienza si sono scontrate più volte per definire dove sia il confine tra miracolo e rientro spontaneo dei sintomi e della malattia. Proviamo però a pensare alle piccole cose, a ciò che fa parte della nostra esperienza di vita e se per caso noi stessi siamo stati spettatori e facilitatori di una nostra autoguarigione, in termini fisici o emotivi. Quando il nostro corpo e la nostra mente hanno fatto da guida per trovare il modo migliore e più efficace per stare meglio. Aspetto i vostri commenti. Di seguito l’articolo:

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