Quanti misteri!

pubblicato da Sara il 01 novembre 2010 | Ancora nessun commento
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Quanti misteri!In questi ultimi anni sono stati pubblicati numerosi libri sull’auto realizzazione. Su come raggiungere obiettivi di ogni sorta e genere. Veri e propri manuali fai da te con istruzioni non sempre molto chiare su come raggiungere ciò che si pensa sia la felicità. In genere in seguito all’uscita del testo vengono organizzati dei seminari. E se non raggiungi l’obiettivo neanche con il maestro in persona….beh! Allora forse qualcosa non ha funzionato in te, non certo nel metodo.

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Memorie sensoriali

pubblicato da Sara il 18 ottobre 2010 | Ancora nessun commento
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Resto sempre affascinata quando, sentendo un odore che non sentivo da tempo, mi riaffiora alla mente qualcosa antico che non credevo facesse ancora parte dei miei ricordi e invece è lì, pronto per essere ripreso tale e quale come allora. Chi ha frequentato i miei corsi ha esperito che il corpo ha una memoria e che se messo in una determinata posizione richiama le sensazioni che quella posizione ha imparato a donarci. Si chiamano ancoraggi  proprio perché, se adeguatamente sollecitati, sono in grado di richiamare sensazioni, pensieri o ricordi. Gli ancoraggi possono essere fatti utilizzando ognuno dei cinque sensi, in base alla necessità se creati ad hoc o alla casualità, quando si fissano spontaneamente. Quindi: tatto, vista, udito, olfatto e gusto: ricordate le Madeleine di Proust? Di seguito un articolo Di Sonia Tarantola tratto dal sito LifeGate che parla del potere degli odori:


lifegate MEMORIE OLFATTIVE: IL POTERE DEGLI ODORI

I profumi della natura possiedono un potere suggestivo che si è installato nel profondo della nostra psiche.  L’incenso e le resine aromatiche hanno da sempre accompagnato i riti religiosi, le spezie profumate i  nostri cibi, i balsami e gli infusi ci hanno curato.

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Sul piacere e sulla felicità

pubblicato da Sara il 12 ottobre 2010 | Ancora nessun commento
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Ho molto apprezzato questo articolo  di Alessandro Bertirotti, pubblicato su Neuroscienze.net il 16 settembre 2010. L’autore inizia ad incuriosire il lettore rivelando gli aspetti neurologici che sottostanno al desiderio di novità ed ai “ponti emotivi” che creiamo con l’ambiente che ci circonda per creare l’empatia necessaria a comprendere le cose. Una volta definiti e precisati i meccanismi che muovono l’uomo nel proprio ambiente tramite azioni racconta la sua visione rispetto alla felicità e al piacere, sottolineandone caratteristiche e scopi sociali. Mi piace la sua filosofia di fondo e ve la propongo.

“La bellezza non ha causa: esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e appare.
Sai afferrare le crespe del prato
quando il vento vi avvolge il suo dito?
Iddio provvederà perché non ti riesca”

(Emily Dickinson, 1862).

fonte: http://moneyning.com/ wp-content/uploads/ 2008/11/beach-smile.jpg

La felicità è come la bellezza: la si cerca e quando la si ottiene non ci rendiamo conto di possederla.

Non solo.

Penso che la bellezza e la felicità siano due metodi di vita universali, nei quali si esprime il desiderio di perfezione che la nostra specie coltiva da sempre. Essi sono rispettivamente formale, perché concerne l’aspetto esteriore e sensibile delle cose in relazione alla proprie mentalità, e sostanziale perché con il termine felicità ci si rivolge ad un desiderio di perfezione mentale interna. Continua a leggere questo articolo…

Proposito di settembre: cambierò!

pubblicato da Sara il 30 settembre 2010 | Ancora nessun commento
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cambieròQuante volte a fine agosto ci siamo detti: “Basta, quest’anno si cambia, nuovo taglio di capelli, dieta, palestra, almeno una volta ogni tanto a teatro e anche se sono stanco devo vedere di più gli amici….”

Si dice che più cambi meno cambi, qualcuno li chiama falsi cambiamenti; tanta fatica, tanto impegno (nella migliore delle ipotesi) e poi senza rendersene conto siamo da capo. Il vero cambiamento è quello che produce nuova conoscenza, nuova consapevolezza di sé. Solo così, in modo spontaneo e naturale, la nostra vita inizierà a cambiare, piccolissime sfumature che nel tempo produrranno armoniose variazioni.

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C’era una volta…

pubblicato da Sara il 30 settembre 2010 | Ancora nessun commento
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C'era una voltaTutto ebbe inizio quando, appena finita l’università, mi trovai a dover “assolvere” il tirocinio obbligatorio per accedere all’esame di stato. Non sapendo dove girarmi decisi di andare a curiosare nella neuropsichiatria infantile (oggi psicologia dello sviluppo) di una a.s.l. nella periferia sud di Torino. La mia tutor, tra le varie attività previste in quel servizio, mi coinvolse nella organizzazione e conduzione di gruppi di psicodramma infantile diretti a bambini in età di latenza (6-12 anni circa) che nonostante la loro giovane età avevano già attraversato momenti veramente drammatici nella loro esistenza.

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Training Autogeno in gravidanza, parto e post-partum

pubblicato da Sara il 05 novembre 2009 | Ancora nessun commento
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Pregnant woman resting in armchair in nurseryPartendo dal presupposto che il T.A. permette di affrontare la vita e le sue sfumature in modo più consapevole, affinando le conoscenze che abbiamo di noi e del nostro corpo e che la pratica costante del T.A. permette di  ripristinare e mantenere l’omeostasi a livello ormonale, emotivo e muscolare non si possono trascurare le sue applicazioni durante il periodo della gravidanza, parto e post-partum.

Chi già conosce il metodo e lo pratica abitualmente  potrà facilmente immaginare come questo strumento possa essere prezioso in questa fase della vita. Il momento della gravidanza, del travaglio, del parto e del puerperio può essere considerato come una parentesi nella vita della donna  e in questa parentesi il suo “normale” T.A. può essere trasformato in un T.A. “speciale”  e specifico.  Chi ancora non lo ha praticato può scegliere questo periodo particolare per accompagnare i cambiamenti emotivi e fisiologici che avvengono sia internamente che esternamente.

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Dalla veglia allo stato autogeno, aspetti neurofisiologici.

pubblicato da Sara il 19 ottobre 2009 | Ancora nessun commento
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SynapseLa commutazione psichica è il fenomeno che caratterizza il passaggio dallo stato vigile di coscienza (la veglia, appunto) all’autogenia: stato di coscienza che si manifesta durante la pratica del Traning Autogeno.

A livello fenomenologico si manifesta con sensazione di pesantezza (distensione muscolare) e con la percezione del calore derivanti dall’aumento della temperatura corporea a seguito di una maggiore vascolarizzazione. Queste modificazioni fisiologiche rappresentano, a livello mentale e costituiscono a livello fisico, la distensione.

Per mezzo di esercizi di distensione sistematici e precisi è possibile raggiungere una deconnessione globale, principio essenziale del T.A.. E’ stato comprovato che a partire da esercizi di rilassamento a livello muscolare avvengono delle modificazioni sul sistema nervoso il quale agisce ed interagisce sia sullo schema corporeo sia a livello cerebrale.
Per comprendere meglio il fenomeno della commutazione psichica potrebbe tornare utile conoscere alcuni aspetti neurofisiologici.

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Gli esercizi fondamentali e gli esercizi complementari

pubblicato da Sara il 19 ottobre 2009 | Ancora nessun commento
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esercizi fondamentali e complementariIl Training Autogeno di base è caratterizzato dall’inserimento consecutivo di 7 esercizi, di cui 2 fondamentali pesantezza e calore e quattro complementari respiro, cuore, plesso solare e fronte. Alla base di questi sette esercizi troviamo l’esperienza della calma che apre il sipario a ciò che incontreremo durante l’allenamento.
Il termine Calma lascia aperte diverse interpretazioni, nel caso del T.A. l’esperienza della calma è rappresentato per ognuno di noi da sensazioni psichiche e fisiche con sfumature individuali ma con alla base un progressivo rilassamento a livello muscolare e deconcentrazione dal pratico. La calma è il punto di partenza e punto di arrivo del Training Autogeno.

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Le Scariche Autogene

pubblicato da Sara il 19 ottobre 2009 | Ancora nessun commento
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Il carico di tensioni fisiche e psicologiche accumulate viene scaricato attraverso le cosiddette “scariche autogene” ossia quei fenomeni transitori di origine psicologica o somatica che tendono a manifestarsi in modo decrescente fino a sparire completamente nel corso dell’allenamento autogeno e che sono connesse alla possibilità del T.A. di liberare e decongestionare le aree cerebrali sovraccaricate dallo stress.

Per questo spesso, nelle fasi iniziali dello svolgimento degli esercizio di training autogeno, si possono verificare scariche motorie (movimenti involontari, prurito, solletico, tosse, irritazione della gola, singhiozzo, goccia al naso, bisogno di muovere la lingua, di deglutire, di sbadigliare, riso, spasmi), scariche uditive (ronzii, fischi, rumori), scariche vestibolari (vertigini, senso di galleggiamento) o ancora scariche affettive (emozioni di vario tipo positive o negative).

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